Citazioni

A Modena si veniva per i bolidi del Tridente e del Cavallino, ma non solo, grazie al sapere e alle diplomazie del gallerista Emilio Mazzoli, la città era divenuta il crocevia della Transavanguardia e in giro si vedevano Cucchi, Montesano, Schifano e Chia, alla sera a cena da Marta. La musica era l’altro primato, e mentre Pavarotti furoreggiava nei teatri di mezzo mondo, nella vicina Montale c’era l’affermata sala di incisione Maison Blanche dei fratelli Maggi, che attirava i maggiori big della canzone da Sting a De Gregori, da Gianna Nannini, a Zucchero, e il grande teatro era di casa con Albertazzi, Ronconi, Carmelo Bene, che dopo lo spettacolo raggiungevano il piccolo locale di via San Giacomo, per sedersi con Marta a cena. a bike messenger by day, aspiring actor by night, and this is my website. I live in Los Angeles, have a great dog named Jack, and I like piña coladas. (And gettin’ caught in the rain.)

Pubblicato sul Resto del Carlino 2012

“L’anno dopo, per Bibi Ballandi, che avevo conosciuto ai tempi in cui era il road manager della Vanoni, scrivemmo l’LP ‘Superfantastico’, che serviva per il Bandiera Gialla, in collaborazione anche con Pino Massara. Lo registrammo alla famosa Maison Blanche, nei pressi di Modena, a Castelnuovo Rangone”, e qui Nini ricostruisce l’atmosfera di un’epoca: “Si passava tutti prima o poi da lì. Era una grande villa bianca, circondata da un frutteto, immersa nel verde della campagna modenese: al piano terra cucina e studio di registrazione, al primo piano le camere, nella dépendance il biliardo e il flipper. C’erano mamma Leda (ma madre di Umbi, dei Nomadi, che era il proprietario dello studio) e Albora, l’insostituibile, unica, grande, amatissima Albora, che ci cucinava straordinari manicaretti, attenta alle nostre gioie e ai nostri dolori come solo una grande persona poteva fare. C’era anche il cane di Mauri Maggi: Popillo. Con Fione Zanotti. C’ero stata, sempre con Sergio Bardotti, anche con e per Endrigo, Ornella Vanoni, Umberto Bindi”.

Durante le registrazioni di C’è chi dice no, presso gli studi Maison Blanche di Montale vicino a Modena, fu registrato anche un brano che poi non entrò nella tracklist definitiva del disco: si chiamava Stasera (Rossi – Solieri) e un paio d’anni dopo fece parte di Liberi, liberi. (30 anni di “C’è chi dice no” raccontati da uno dei protagonisti – spettakolo.it)

La WEA chiede un disco nuovo e il Liga non aspetta altro. Si chiude in studio per un mese, a maggio, e alla Maison Blanche di Modena registra “Lambrusco coltelli rose & pop corn“, che esce dopo l’estate.

Vivere a orecchio. Ligabue si racconta a Riccardo Bertoncelli

“ROCKING CHAIRS, FREEDOM RAIN SESSIONS: ERMANNO LABIANCA, GRAZIANO ROMANI E ELLIOTT MURPHY” …una foto dalle sessions di “Freedom Rain” (1989), scattata agli studi ‘Maison Blanche’ di Montale (MO). Ermanno era coordinatore artistico, Elliott produttore (nel brano “Wild Horses” dei Rolling Stones) e cantante (duettò con Graziano proprio in “Wild Horses” e nella title-track). Keep rockin’!!!.

Una certa fortuna imprenditoriale, negli anni Ottanta, Umberto Maggi l’ha avuta: nella sua “Maison Blanche“, sala d’ incisione con tortellini e alloggio, sono passati Vasco Rossi, Zucchero e perfino Sting. Un anno fa però ha dovuto chiudere: “E’ finita una stagione”, è l’ eufemismo. Ora Umbi alterna qualche uscita da bassista coi Sorapis, il gruppo di Zucchero, all’ attività di produttore discografico.

La Replubblica – 18 maggio 1997

Una certa fortuna imprenditoriale, negli anni Ottanta, Umberto Maggi l’ha avuta: nella sua “Maison Blanche“, sala d’ incisione con tortellini e alloggio, sono passati Vasco Rossi, Zucchero e perfino Sting. Un anno fa però ha dovuto chiudere: “E’ finita una stagione”, è l’ eufemismo. Ora Umbi alterna qualche uscita da bassista coi Sorapis, il gruppo di Zucchero, all’ attività di produttore discografico.

La Replubblica – 18 maggio 1997

Ho conosciuta Carla Thomas nel mese di giugno del 1990, durante il “Porretta Soul Festival” dedicato ad Otis Redding, con il quale Carla aveva cantato poco prima della scomparsa del grande interprete della musica soul.
All’epoca era una bella signora di 50 anni con una eleganza e una dolcezza innata ed una voce così intensa e graffiante da lasciarti con il fiato sospeso.
Dopo aver registrato il concerto nella piazza di Porretta, a pochi chilometri da Bologna, ci siamo trasferiti alla Maison Blanche di Montale, in provincia di Modena, che all’epoca era lo studio di registrazione più in voga, frequentato da musicisti di valore internazionale.
Due settimane insieme a Carla, al fratello Marvell, a Billy Preston, a Sam Moore, a Solomon Burke per registrare un album che sarà sempre nella memoria del mio cuore.
Carla è figlia di Rufus e Lorene Thomas e quando mi parlava di suo padre vedevo il suo sguardo accendersi di amore e gratitudine.
Rufus Thomas è considerato tra i padri ispiratori del Menphis Sound.
I ricordi di Carla si perdono tra i suoi sorrisi quando ripercorre la sua infanzia, il teatro di Beale street a Menphis, dove il padre Rufus cantava, ballava e conduceva le serate come maestro di cerimonie e dj e animatore.
La stazione radio WDIA da dove artisti come B.B. King, Isaac Hayes e Anita Louis cantavano l’evoluzione della musica afroamericana e da dove ha mosso i primi passi nei Teen Town Singers.
Il suo primo disco, “Cause I Love You“, era un duetto proprio con il padre Rufus e con il fratello Marvell alle tastiere, (c’era anche lui alla Maison Blanche a curare gli arrangiamenti dei brani cantati dalla sorella).
Il disco uscì su etichetta Satellite Records, che dopo pochi anni divenne la Stax Records. Carla all’epoca frequentava la Hamilton High School a Memphis, e già quel primo lavoro attirò l’attenzione di Jerry Wexler della Atlantic Records.
Gee Whiz è il brano che l’ha consegnata alla storia della musica conquistando la top ten delle classifiche pop e il numero 5 delle hits R&B.
Ma sia “Baby”, che “Tramp” insieme ad Otis Redding, sono delle pietre miliari della regina del Menphis Sound.

(Carla Thomas la regina del Menphis Sound – enniotricomi.com)